Headin’ South


La strada è un serpente interminabile, la coda sta in mezzo alle montagne e la testa è immersa nelle paludi. Il levriero corre instancabile sulla sua schiena, inseguendone le spire e noi corriamo con lui, verso Sud. Noi siamo tutti i colori scuri dell’America sudata, più qualche viaggiatore convinto che la strada sia più interessante del cielo.

Le città passano come fantasmi davanti ai finestrini, impressioni che non hanno niente a che vedere con la realtà, visioni da sogno che corrono e spariscono, divorate dalla strada. Montpellier sembra il tipo di posto dove mi piacerebbe passare qualche giorno, edifici antichi e vetrine invitanti: fornai, libri usati, giocattoli di legno. Boston passa e va, nonostante l’ora di attesa alla stazione l’ho già dimenticata.

Manhattan è un incubo di neon e cemento che da lontano rivela tutta la sua gloria, un vascello fantasma intravisto nella foschia dell’alba. Il New Jersey è un cielo grigio, venato di più grigio e bianco sporco, campi e zone industriali, per un momento mi sembra di essere tornato in Padania; il Maryland è saturo di umidità, pioggia che gocciola lenta e un caldo che ti entra nelle mutande, quanto è lontano il mio cielo selvaggio…

Poi arriviamo a Washington D.C., che è ordinata e pettinata. Una città che sa chiaramente cosa rappresenta e non si fa problemi a sbatterci in faccia i suoi simboli. Anche solo nel corso di un attraversamento casuale non si può evitare di notare: la cupola del Campidoglio, l’orrido Pentagono, l’obelisco fallico in memoria del Primo Presidente.

Mentre il levriero corre verso Sud il paesaggio muta ma le facce restano le stesse, forse un po’ più scure; sfilano tutte le sfumature del marrone e lo spagnolo si sente quanto e più dell’inglese; Simone dichiara di sentirsi una minoranza etnica. Virginia, North e South Carolina, la strada non si ferma, ancora sei ore per Savannah, Georgia.

Mi sa che stavolta vinco il premio Enrico Brizzi per la prosa pretenziosa… Scusatemi ma da quando ho scoperto di avere meno di dieci lettori ho perso ogni ritegno, speriamo sempre nel futuro!

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