Man-shaped hole

C’è un buco nella mia vita, è buio e profondo e il suo orlo è tanto freddo da bruciare, più freddo dell’inverno del Vermont, più freddo del Polo Nord. C’è un buco nella mia vita che ha la tua forma, Giulio, e per quante lacrime, alcool o sesso io provi a versarci dentro, non si riempie.

C’è un buco che fa a pugni con la mia mente, c’è una parte di me che si sforza di capirlo, c’è una parte di me che non ne vuole sapere. “NON È VERO!!!!” dice “avete troppi affari in sospeso, hai troppe storie da fargli disegnare, hai troppe cose da dirgli, gite da fare, non avete mai viaggiato insieme, non ha mai conosciuto Courtney, non ha mai conosciuto Kattia!!!” Certe cose non succedono, non POSSONO succedere. Non a noi comunque…

Ti guardo e penso: quanto, ma quanto ci somigliamo. Quante difficoltà, quante domande inutili, quanti problemi creati su misura da una mente troppo complicata. Ho sempre ammirato (e, lo ammetto, un po’ invidiato) la facilità e l’abilità con cui disegni; avrei voluto essere altrettanto bravo, riuscire a liberarmi di questa mente cosciente nel momento in cui impugnavo una matita. La conversazione non è il nostro forte, indubbiamente, ma questo non ci ha impedito di costruire un rapporto. Mi piaceva giocare al “Maestro Zen Stronzo”, far finta di essere acido, fare il superiore; hai sempre saputo che era un gioco, all’inizio ti lasciava perplesso, ma poi (ammettilo) ci hai preso gusto! E diciamoci la verità: sei almeno quattro passi avanti a me, a vent’anni avevi già riconosciuto i tuoi problemi e stavi lavorando per risolverli. Almeno dieci anni prima di me, stavi diventando una persona migliore.

E adesso mi dicono che il mare ti ha portato via? Mentre io sto dall’altra parte del mondo? Questo non è possibile, non è vero, non può succedere. Non a noi, almeno. Non quando abbiamo tante cose da fare, costruire, discutere, creare. Non adesso, tra cent’anni forse, ma non adesso. Come posso continuare ad ascoltare i Chieftains, bere birra e whiskey, leggere Pazienza o contemplare l’opera del Maestro Charles Monroe Schultz, se tu non ci sei più?

C’è un buco nella mia vita, ha la forma di un amico che (mi dicono) non posso più incontrare da sveglio. È freddo, questo buco, e incredibilmente buio, se lo guardi attentamente riesci a vedere le stelle…

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5 risposte a “Man-shaped hole

  1. lo conoscevi matte? Mi dispiace tanto..

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  2. sento un forte vuoto…quel senso di attesa…quel senso di smarrimento…vedo che le giornate qui iniziano ad accorciarsi, ma il tempo di attesa è eterno…

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  3. Ciao Matte…io l’ho saputo solo oggi e nonostante lo conoscessi veramente poco era una di quelle persone alle quali basta dare un’occhiata per capire quanto sono speciali e quante cose possono dare agli altri. Lo conoscevo davvero poco eppure quando lo saputo non ho potuto trattenere le lacrime.
    Non riesco neppure ad immaginare cosa possa voler dire perdere una persona così amica, così spiritualmente affine…grazie a dio non conosco ancora quella sensazione.
    Vi mando un forte abbraccio e, se serve, una spalla sulla quale piangere. Abbraccia fortissimo anche Simo. Ci Mancate un sacco!

    Baci
    Fagio

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    • Grazie Ale, qui stiamo ancora venendo a patti con la cosa… Ci sono giorni in cui quasi ce ne dimentichiamo, poi arriva un messaggio come il tuo e dobbiamo per forza prenderne atto. La parte più dura sarà tornare a casa, quando non ci sarà più la distanza a fare da cuscinetto. Ci vediamo presto.

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