This one goes out to the one I love…

DISCLAIMER – Il testo che segue non ha alcuna relazione con la foto che lo precede. Il testo parla di un vecchio nemico che vive da trent’anni (senza pagare l’affitto, oltretutto) nella mia testa. La foto parla solo della mia donna preferita; che ho il privilegio di chiamare sorella, che mi benedice chiamandomi fratello. Il tutto è dedicato a un amico che non c’è più, ma che non ho mai sentito tanto vicino come adesso. Buon 2011 a tutti.


Stavolta te ne vai davvero, è proprio l’ultima che mi fai.
Sei il peggior squatter che si possa immaginare.
Ingombri e ostacoli, sporchi e non pulisci,
trovi tutte le scuse per non muovere un dito.
Ma soprattutto: sono stanco di stare ad ascoltare mentre ti piangi addosso.
Adesso basta.

Non ricordo esattamente quando mi hai occupato la cucina, ma è stato un sacco di tempo fa.
Da allora non hai fatto altro che sollevare obiezioni, inseguire aquiloni,
fantasticare senza mai realizzare, ostruire, impedire, soffocare…
Talmente abituato ad averti sempre addosso. Quasi da dimenticare che ci sei.
Quasi da dimenticare che TU non sei ME.

Quasi.

Quando ho pensato di trasformarti in qualcosa di utile, non è stata una buona idea.
Ti sei messo da parte, aspettando il momento buono per mettere il SOLITO bastone fra le ruote.
Non ho mai incontrato una sola donna che mi abbia fatto soffrire. Semmai il contrario.
( escluse tre o quattro arpie che insegnavano al Romagnosi)
Non ho mai ricevuto altro che amore, comprensione e aiuto.
Sei sempre stato tu. Solo tu. Che mi legavi e mi negavi.
Che mi illudevi e confondevi.
Come si può pensare di vivere senza amore?

Non sei mio, non lo sei mai stato.
Non sei mio, anche se credevo il contrario.
Non sei una parte di me; sei una piovra appiccicosa che mi ha piegato la schiena troppo a lungo.
Interessato solo a soffrire e a crogiolarti nella sofferenza come un porco nel pantano.
Non sei mio, non sono io, sei soltanto una zavorra.

NON HO BISOGNO DI TE!

Sei un bagaglio inutileingombrante, che mi fa inciampare,
che si impiglia nei rami, che mi frena continuamente.
Sei una catena che mi impedisce di saltare libero da un albero all’altro.
Perché ci sei tu e io non riesco a prendere il volo, sbronzarmi d’aria come dovrebbe fare ogni scimmia che si rispetti.

Ma stavolta te ne vai davvero.
Ti lascerò su questo ramo, guarda se non faccio sul serio.
Stai qui e guardami volare via.

Non ci credi?
Lo so; l’ho già detto in passato, mi son già lamentato e alla fine non hai mai sloggiato.
Ma stavolta sarà diverso per DUE motivi.
NUMERO UNO Stavolta hai esagerato.
NUMERO DUE Stavolta ho un sistema.

Ho qui un Oceano di lacrime, me lo tenevo per un’occasione speciale.
Ci sono tutte le mie e quelle dei miei genitori,
dei loro nonni, dei genitori dei nonni, e dei bisnonni e via e via e via…
Il tappo sta per saltare, è questione di minuti.
Ho deciso di piangerle tutte.
Ho intenzione di piangere un fiume in piena per lavarti via,
per spazzarti via, per portarti il più lontano possibile.
E quando mi sarò liberato anche del ricordo di quello che eri, raccoglierò tutti i miei pezzi.

…e incomincerò a vivere.

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