The Youngling VS The Bat

Ultimamente penso spesso a questi due signori:

Già dalla foto è chiaro che il confronto è impari…

Mi si potrebbe far notare che c’è altro a cui pensare; tipo fusioni nucleari in corso o il Medio Oriente in ebollizione, per tacere della Banda Bassotti a Palazzo Chigi. Rispondo che con fusioni nucleari in corso e il Medio Oriente in ebollizione, (oltre alla recente scoperta che, secondo qualcuno, uno dei due Re che riconosco sarebbe un babbo…) preferisco distrarmi.

Ho sempre provato un’antipatia profonda e passionale (dunque irrazionale?) per Giovanni Pascoli. Lo trovavo patetico, datato, le sue menate sul Fanciullino mi davano sui nervi, le sue sinestesie mi offendevano.
Inoltre: era un alcolista sovrappeso, voleva sposare sua sorella e le sue occupazioni primarie erano piangersi addosso e trovarsi delle scuse.
…come un’altra persona che conosco…
Un’antipatia irrazionale, insomma!

Ma non è solo per vederlo umiliato su tutta la linea che ho deciso di metterlo a confronto con Bruce Wayne.
Bruce Wayne che, tra parentesi, ha sottomesso a mani nude un leone…

Bruce Wayne 1 – Giovanni Pascoli 0

…e un coccodrillo.

Bruce Wayne 2 – Giovanni Pascoli 0

Non per vederlo umiliato, dicevo, ma perché a ben guardare, entrambi condividono un fondamentale e fondante punto di svolta: la tragedia in famiglia.

Ruggero Pascoli morì nel 1867 ucciso da mano ignota, mentre tornava a casa sulla famosa cavalla che tanta irritazione mi avrebbe causato, circa centovent’anni dopo. Il misterioso sicario restò impunito.
Ci fu chi pensò a briganti di strada, chi accusò i contrabbandieri; altri ancora (inclusa la famiglia) sostenevano che tale Cacciaguerra avesse organizzato l’agguato, poiché il posto di lavoro di Ruggero gli garbava parecchio.
Per non saper né leggere né scrivere, il prefetto locale ne approfittò per dare la colpa ai terroristi mazziniani e scatenare un po’ di sana repressione.
Certe cose non cambiano mai…

Il tragico evento, prevedibilmente, segnò l’esistenza e la crescita del piccolo Giovanni, all’epoca undicenne. Un Emo ante litteram, in luce della sua disgrazia personale si sentì in diritto di piangersi addosso per tutta la vita, ma soprattutto sentì il bisogno di tradurre i propri piagnistei in versi.
Sfortunatamente, il vate di S.Mauro/Castelvecchio era stato baciato in fronte da Euterpe direttamente nella culla. Questo fece sì che le sue opere entrassero nelle antologie, ammorbando così generazioni e generazioni di liceali.

In un incidente molto simile, Thomas e Martha Wayne vengono uccisi da un rapinatore sotto gli occhi del figlio,  mentre la famiglia torna a casa dal cinema (erano andati a vedere “Il Segno di Zorro”, se siete interessati a questi particolari).
Di conseguenza, la vita del giovane Bruce prende la piega nota ai più: ingente fortuna personale, forgia il proprio corpo e la propria mente, criminali codardi e superstiziosi,  ispirato da un pipistrello, eterna crociata contro il crimine, eccetera eccetera.
Nel corso degli anni diventerà l’incubo dei malfattori di Gotham City, accumulerà una galleria di nemici deformi da far invidia a Dick Tracy e metterà a repentaglio la vita di svariati minorenni, non sempre con risultati ottimali.

E qui segnamo un punto per Pascoli.

Siccome son quel che sono, mi sorge spontaneo un interrogativo: come è possibile che due eventi estremamente simili generino, da una parte, un Cavaliere Oscuro e dall’altra un Poeta Piagnone?
Cos’aveva Bruce che mancava a Giovanni?

Mi si potrebbe obbiettare che il vantaggio è tutto dalla parte del signor Wayne in quanto personaggio di finzione. Obiezione validissima ma completamente priva di validità per l’analisi in corso. (i.e. scelgo di ignorarla)
Altri potrebbero avanzare l’ipotesi del carattere innato, di una predisposizione genetica alla depressione in versi piuttosto che alla lotta al crimine. Personalmente, penso che spiegare tutto con la genetica sia un po’ da nazisti e sappiamo bene che l’unico nazista buono è il nazista fuso.

Dopo aver lungamente studiato il caso, (assistito nelle mie ricerche dagli archivi della Fondazione Giovanni Pascoli e del Dipartimento di Batmanologia dell’Università del Sud Carolina) sono giunto alla conclusione che la causa sia da cercare nei rapporti di famiglia.
Mi spiego meglio: la differenza più eclatante nei due eventi traumatici è il rapporto Membri Famiglia Defunti : Membri Famiglia Rimasti.

Per  Pascoli la tragedia non finisce con la morte del padre: prima muore la madre di crepacuore, poi un assortimento di fratelli e sorelle defunge per  malattie varie. Alla fine di una logorante sinfonia degli addii durata dieci anni, si ritrova ventiduenne con quattro tra fratelli e sorelle (quelle che poi vorrà sposare) a carico e l’università da finire.
Non stupisce che poi uno si butti sugli amari…
La Monna Lisa
Di contro, per Bruce Wayne la tragedia è immediata, totale e definitiva: nessun parente superstite a distrarlo dal perseguimento della sua missione con malattie debilitanti o bisogni infantili.
Unica presenza, in questo vuoto totale di affetti, una perla di britannica virtù. In parti uguali surrogato paterno, attendente fedele, sarcastico confidente. Mai suddito, mai servile, sempre rispettoso, affettuoso quando le circostanze lo richiedono.
Più che un uomo, un maggiordomo.
Cosa aveva Bruce che mancava a Giovanni?

Essere presente nel momento del duplice omicidio può aver avuto il suo peso…  Ma guardate quest’uomo!

Si conclude così, dimostrando quanto sia preferibile un maggiordomo ad una famiglia in necrosi,  l’episodio di oggi di “Era Proprio Necessario?”
Non mancate al prossimo appuntamento, su queste stesse pagine quando l’Inferno congelerà: “Schizofrenia Cosmica, ovvero Giosuè Carducci contro Galactus”.

Io sono la Fame che condanna i Mondi, Io sono colui che trascende deboli concetti come Bene e Male.

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3 risposte a “The Youngling VS The Bat

  1. Oh, figa…
    Con questo ti sei superato! Non è dire molto ma è già qualcosa…
    Bello bello bello: attendo con impazienza Galactus contro Carducci ma, soprattutto, Wolverine contro la Scapigliatura!

    Mi piace

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