A sad tale of greed, lies and mental illness

Comprereste un quadro usato (o uno nuovo) da quest’uomo?

L’artista dal volto segnato dal proprio lavoro ma dalle mani inspiegabilmente immacolate è Robert Granito, Rob per gli amici (il cui numero diminuisce di giorno in giorno) e questa è la sua storia.

Leggendo il curriculum di Rob Granito, si ha chiara l’impressione di trovarsi davanti ad un professionista di quelli seri.
Animatore alla Warner Bros negli anni Novanta, collaboratore di Bruce Timm e Paul Dini per le serie animate di Batman e Superman. Ha lavorato per un po’ tutte le “grandi” (Disney, Marvel, DC Comics e così via) come animatore, illustratore, copertinista.
Una carriera di tutto rispetto che ben giustifica gli inviti alle più importanti fiere del fumetto degli Stati Uniti, dove le sue stampe vengono pagate centinaia di dollari.

Ma c’è chi racconta una storia diversa.
Corre voce che il signor Granito non sia quello che dice, corre voce che la maggior parte del suo curriculum sia stata inventata di sana (o mala) pianta.
Soprattutto serpeggia un sentimento che va ben al di là dell’antipatia, tra i professionisti del settore. La presenza di Rob Granito alle varie fiere del fumetto è vista come uno sputo nel piatto, da chi nel fumetto ci lavora. Il fatto che venga invitato come ospite e monti il suo stand nel settore più prestigioso, scandalizza gli artisti.
Molti di loro sostengono da tempo che le opere che vende a caro prezzo sono state semplicemente ricalcate. Per la precisione ricalcate da LORO illustrazioni.
Calunnie? Invidia per un artista di maggior talento e successo?

Giusta ira nei confronti di un impostore?

I primi sospetti sorgono leggendo il curriculum fino in fondo. Tra gli ultimi progetti dell’artista figura l’illustrazione per un francobollo commemorativo raffigurante Calvin & Hobbes.

Ora, io non sono esattamente un esperto in materia (la filatelia, intendo) ma secondo le mie informazioni, Bill Watterson è piuttosto geloso dei suoi personaggi. Mi riesce veramente difficile digerire il fatto che abbia affidato a un altro il compito di disegnarli in un’occasione così ufficiale.  Qui c’è decisamente qualcosa che non quadra.

Si dice che, prima o poi, tutti i nodi vengano al pettine e questa storia non fa eccezione.
La Passione di Rob Granito incomincia il 24 marzo, alla vigilia della Megacon di Orlando, FL dove parteciperà come ospite e dove venderà sicuramente (per usare parole sue) “a buttload” delle sue stampe dalla dubbia attribuzione.
A far partire la valanga è questo articolo sul sito Bleeding Cool: interrogato via email a proposito dei dubbi sulla legittimità della sua carriera, Robert annaspa, millanta credito per copertine notoriamente disegnate da altri, giustificando l’incongruità con un fantomatico ruolo di ghost artist, racconta palle su una nuova serie di Batman che disegnerà presto, scritta da Jay Diddilo (che non ha mai lavorato per la DC, anche perché non esiste) e lo fa ignorando bellamente grammatica, sintassi e ortografia in toto.

L’effetto è quello di un ciottolo in un vespaio. La voce si sparge tra i fan e quando il giorno dopo la Megacon apre i battenti, l’aria si è fatta pesantissima per Rob.
L’ “artista” (da questo momento in poi le virgolette sono d’obbligo) capisce ben presto che c’è qualcosa che non va. Sempre più persone si presentano al suo stand e non per acquistare una stampa di Catwoman ricalcata da un originale di Darwyn Cooke. Lo affrontano a muso duro, lo tartassano di domande, pretendendo la verità sulla sua “arte”, gli danno del truffatore.

Si è aperta ufficialmente la caccia al Granito e anche su internet, le cose non vanno meglio. Su Bleeding Cool compare un nuovo articolo dedicato a varie testimonianze di artisti plagiati e fan truffati;  su Facebook si forma il gruppo Robert Granito is a fraud e si materializza finanche il sito ufficiale di Jay Diddilo. Apparentemente la comunità del fumetto ha deciso di sommergerlo con una marea di scherno.

... e non è mai una buona idea farsi odiare da gente che sa disegnare bene

Nella derisione generale, Granito decide di correre ai ripari, prima che qualcuno cominci a raccogliere i dati per una denuncia. Così nelle ultime ore del 25 marzo spariscono dalla rete il suo sito, il suo profilo Facebook e la sua pagina su Deviantart. Purtroppo per lui è già troppo tardi…

Il 26 marzo compare sul blog di Colleen Doran (l’autrice di A Distant Soil) un articolo che pianta l’ultimo chiodo sulla bara di Rob Granito. Prima che il profilo  Facebook di Granito venisse sospeso, Colleen ha speso un paio d’ore del suo tempo a fare catture di schermo; così può offrire alla folla inferocita quello che Robert Granito Artist aveva scritto il 23 febbraio:


NOTA PER CHI NON SA: Dwayne McDuffie  ha lavorato tanto per DC che Marvel scrivendo fumetti (Damage Control, Firestorm, Fantastic Four) e producendo serie animate (Justice League Unlimited); una costante di tutta la sua carriera è stato l’impegno per una rappresentazione più realistica delle minoranze etniche in un mondo (quello dei comics) dove era ben raro trovare personaggi di colore che non fossero stereotipati.

Se capite cosa intendo...

Soprattutto Dwayne era, a detta di tutti coloro che hanno avuto la fortuna di conoscerlo, una persona squisita e una fonte di ispirazione. È morto il 21 febbraio per un attacco cardiaco, lasciando un vuoto enorme nella comunità del fumetto USA.

Si intende che il signor Granito non ha mai lavorato con Dwayne McDuffie, è soltanto l’ennesima menzogna per spacciarsi per quello che non è; ma è anche la goccia che fa traboccare il vaso e appena la notizia si sparge tra gli addetti ai lavori cresce esponenzialmente anche l’indignazione.
È Mark Waid che si incarica di eseguire la sentenza. Raggiunto allo stand della DC dalla notizia di quella che, agli occhi di tutti, è una strumentalizzazione della morte di Dwayne, ci vede rosso. Alzarsi ed andare ad affrontare Granito è un tutt’uno.
Auto-nominatosi sceriffo di tutte le fiere del fumetto, dopo averlo travolto con la sua ira, intima all’artista della truffa un ultimatum: che incassi quello che può incassare in questa convention perché sarà l’ultima dove metterà piede….
Apparentemente non sono minacce al vento, perché nel corso della settimana successiva il nome di Rob Granito scompare dai programmi di numerose manifestazioni alle quali avrebbe dovuto partecipare.

Mai sottovalutare lira di un cinquantenne immaturo!

La storia potrebbe finire qui e sarebbe già abbastanza triste. La figura tragicomica di Rob Granito, in un certo senso, fa quasi tenerezza.
Certo, ha rubato il lavoro di altri, ha truffato centinaia di fan e si è decisamente meritato lo tsunami di scherno e indignazione che lo ha travolto. Eppure non posso fare a meno di pensare che una situazione del genere possa essere generata solo da una mente profondamente disturbata. Non potendo realizzare il suo sogno di lavorare nel mondo del fumetto, non si è rassegnato; semplicemente ha cominciato a mentire, a se stesso e agli altri. Tutto sommato una figura patetica e ben più meritevole di compassione che disprezzo.
Lo ammetto, sono molto meno bastardo di quanto mi piacerebbe essere e in fondo, come ho detto,  la storia non finisce qui…

Purtroppo per le mie considerazioni da Cuore D’oro, c’è un’ulteriore triste postilla.
Il 7 di aprile numerosi blog e siti di informazione nerd  trovano nella casella della posta in arrivo un email firmato da Alison Granito, la moglie di Rob. Il tenore del messaggio (scritto, va detto, con un controllo della grammatica decisamente superiore a quello dimostrato dal marito) è più o meno questo:
Rob Granito è il Charlie Sheen dei fumetti.
Proprio come Sheen, Granito causa controversie, fa discutere, attira l’attenzione della gente. Ma non è stata detta tutta la VERITÀ sul caso Granito. Rob ha rivelazioni importanti da fare, sugli artisti che lo accusano, sul vero perché di tanto accanimento. Rivelazioni scottanti che potreste essere i primi a pubblicare! Intervistate Rob Granito!
Segue listino prezzi, si accettano Paypal e carte di credito…

Certa gente proprio non impara!

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